Il sipario della settimana della moda è calato.
Si è conclusa quest’anno con un giorno di anticipo a causa del Corona Virus che oltre ad aver ridotto la presenza asiatica nelle passerelle e nei backstage, ha causato molte cancellazioni e sfilate a porte chiuse come Giorgio Armani e Laura Biagiotti.
Tuttavia, la frenesia e la dinamicità di coloro che prendono parte a questo fantastico evento hanno continuato a fare da sfondo a modelle, stilisti, influencer e celebrities che hanno calcato le strade di Milano.
Nelle innumerevoli passerelle abbiamo visto sfilare abiti magnifici, opere d’arte animate da modelle che per pochi minuti hanno fatto sognare tutti coloro che erano lì a guardarle.
Ma si sa, i sogni non bastano e quindi è giunto il momento di “tirare le somme” e vedere quali sono i trend emersi da queste giornate.
Le frange sono protagoniste nei vestiti di Jil Sander, così come in molti dettagli di sciarpe e scarpe di altri brand; le loro concorrenti, ossia le ruches, le vediamo invece in molti abiti coloratissimi come quelli di Gucci; le pailettes luccicanti di MSGM che rendono frizzante qualsiasi abito e le cravatte di Prada che dall’armadio maschile scivolano in quello femminile e diventano subito un must.
Nella sfilata di De Vincenzo abbiamo il perfetto incontro di due tendenze: l’ecopelle che abbraccia il mini dress. Il 2020 è anche l’anno del ritorno delle maniche a sbuffo, iconiche per l’arricciatura sulle spalle e simbolo degli anni 80.

La Milano Fashion Week è anche il trampolino di lancio per i nuovi stilisti emergenti come Andrés Caballero, giovane stilista messicano che affianca i suoi vestiti dai colori pastello ad altre sue creazioni, i quadri, creando così una vera e propria mostra d’arte. A lui si affianca Flavia La Rocca, vincitrice del Franca Sozzani GCC Emerging Designer Award 2019. La sua collezione verte su abiti modulabili, sostenibili e unisex dai toni neutri e dai tessuti green come la canapa.
Proprio quest’ultima ci da lo spunto per trattare un altro argomento che sta pian piano diventando caro a tutti gli stilisti: la moda a impatto zero. È d’obbligo quindi nominare “Vogue YOOX Challenge – The Future of Responsible Fashion” un progetto che mira a valorizzare i giovani designer e le loro creazioni sostenibili al fine di incentivare una moda sempre più ecosostenibile.
Per dare un esempio tangibile, ricordiamo l’imbottitura CameLux usata da Max Mara. Si tratta di scarti che grazie a vari taglia e cuci vengono raccolti e tramite un processo meccanico trasformati in fibre molto sottili che vengono poi mescolate con poliestere riciclato, originando un materiale isolante che non ha nulla da invidiare alle piume d’oca.
Abbiamo già fatto tantissimi passi avanti ma la speranza è che tutto il mondo della moda si sposti sempre di più verso questa direzione e che la prossima MFW sia un vero teatro dell’ecosostenibilità.
Giulia Bressan
